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L’accertamento tecnico preventivo nel settore nautico secondo la riforma Cartabia

Le problematiche tecniche che da sempre sono motivo di disputa tra i vari players del settore nautico, e quindi prevalentemente armatori e cantieri, o semplicemente compratore e venditore, spesso necessitano di una accurata valutazione tecnica del danno. Laddove non sia possibile avviare un arbitrato tecnico tra periti, o vi sia la necessità del giudizio di un perito “terzo” che possa rispondere ai quesiti richiesti dalle parti, la soluzione dell’accertamento tecnico preventivo risulta spesso l’unica strada percorribile. Tale scelta è determinata dalla necessità di ottenere in tempi relativamente brevi una valutazione esterna sull’entità dei vizi riscontrati a bordo e motivo di contestazione. Per iniziare un’analisi di questo strumento processuale vediamo in sintesi attraverso una rapida descrizione dal web, in che cosa consiste il ricorso per ATP secondo la recente riforma Cartabia.

L’Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) è una procedura cautelare, prevista dall’articolo 696 del Codice di Procedura Civile, che consente di ottenere una verifica tecnica prima dell’inizio di un giudizio. La riforma Cartabia, che ha introdotto modifiche alla responsabilità medica, ha previsto, nell’ambito della procedura di accertamento tecnico preventivo, una funzione conciliativa per la risoluzione delle controversie.

 

Cosa è l’ATP:

È uno strumento per conservare prove in vista di un eventuale giudizio. 

Permette di accertare lo stato di luoghi, la condizione di cose o la qualità di cose prima che possano essere alterate. 

Si basa sull’urgenza e sulla necessità di preservare elementi probatori che potrebbero essere modificati nel tempo. 

Funzione Conciliativa dell’ATP (riforma Cartabia):

L’ATP, in particolare nell’ambito della responsabilità medica, può essere utilizzato per incentivare una soluzione concordata tra le parti. 

La consulenza tecnica nominata dal giudice (CTU) ha il compito di accertare eventuali responsabilità e quantificare il danno, favorendo al contempo un accordo. 

La riforma Cartabia ha introdotto questa funzione conciliativa nell’ambito della responsabilità medica. 

 

Come funziona l’ATP:

  1. Richiesta:

Si richiede l’ATP al Tribunale, indicando i motivi di urgenza e la necessità di conservare le prove. 

  1. Nomina CTU:

Il Tribunale nomina un consulente tecnico d’ufficio (CTU) che effettua l’accertamento. 

  1. Verifica:

Il CTU effettua la verifica tecnica, accertando lo stato di luoghi, la condizione di cose, ecc. 

  1. Relazione:

Il CTU redige una relazione con i risultati dell’accertamento. 

  1. Conciliazione:

La relazione del CTU può essere utilizzata per tentare una soluzione concordata tra le parti (conciliazione). 

  1. Giudizio (se non c’è accordo):

Se la conciliazione non riesce, l’ATP potrà essere utilizzato come prova nel successivo giudizio. 

In sintesi: l’ATP è uno strumento importante per la conservazione di prove e la promozione di una soluzione concordata nelle controversie, soprattutto in ambito di responsabilità medica, grazie alla funzione conciliativa introdotta dalla riforma Cartabia.

Da quanto descritto nella scheda riepilogativa sopra riportata, è evidente che tale strumento, in particolare la nuova funzione “conciliativa”, trovi ampi spazi di utilizzo nel settore della  nautica. Nel prossimo numero inizieremo ad analizzare i vari aspetti, e quando tale strumento sia conveniente o meno a seconda del tipo di vertenza in essere nel mondo dello yachting, dove dovranno essere valutati attentamente diversi fattori.

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